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Domande frequenti
La finalità del colloquio psicologico è la conoscenza dell’altro e del suo funzionamento psichico.
In linea generale è un momento di condivisione.
Si inizia parlando della settimana trascorsa e dagli eventi che hanno turbato o creato gioia nel soggetto.
Da lì inizia il lavoro su situazioni passate e presenti, sulle emozioni, sui pensieri, e altre modalità con cui il soggetto si muove nel mondo.

Un colloquio individuale dura circa 45 minuti.
Un colloquio di coppia dura circa 60/80 minuti.
Un colloquio familiare dura circa 60/80 minuti.

Purtroppo non si può dare una risposta a questa domanda in quanto non dipende tanto dallo psicologo ma dal soggetto. Ci sono dei percorsi che durano solo qualche mese oppure percorsi che possono durare anni. Ovviamente il tipo di disturbo in questione incide particolarmente sulla durata del percorso. Un disturbo grave durerà certamente di più rispetto a delle semplici problematiche relazionali

Assolutamente NO.
I farmaci sono prescritti dal medico di base o dallo psichiatra.
Per alcuni disturbi lo psicologo può consigliare al soggetto di effettuare una consulenza psichiatrica e iniziare una terapia farmacologica che si affianchi a quella psicologica, tuttavia questa è una scelta personale.

Lo Psicologo è un professionista laureato in Psicologia e abilitato alla professione in seguito al superamento dell’Esame di Stato, a cui accede solo dopo un adeguato e prolungato tirocinio pratico. Per esercitare la professione lo Psicologo deve essere iscritto regolarmente all’Albo degli Psicologi, nella sezione regionale di appartenenza. Per lo Psicologo che esercita a Torino il riferimento è l’Ordine degli Psicologi del Piemonte.

Lo Psicoterapeuta è un professionista laureato in Psicologia o Medicina e Chirurgia che abbia acquisito una specifica formazione teorica e pratica, almeno quadriennale, presso scuole di specializzazione universitarie o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente.

Potrei dire di si e lasciar pensare il lettore che “tiro acqua al mio mulino” ed invece vi dirò…chiedete in giro.
Ho cercato in giro statistiche per poter rispondere in modo oggettivo a questa domanda eppure non ne ho trovata nemmeno una.
Tuttavia ho trovato una cosa più preziosa: le testimonianze.
Chiunque abbia iniziato un percorso la considera una scelta che rifarebbe, che ha cambiato la vita.
Quindi lascio ricercare a voi la risposta a questa domanda…

Il costo dello Psicologo è sicuramente un dubbio (e una paura) che più di tutti è in grado di rimandare la decisione di intraprendere un percorso di sostegno.
Un colloquio ha un costo tra i 40€ e gli 80€, le differenze di costo variano in base al tipo di colloquio (individuale, familiare,di coppia, online o a domicilio).
Tuttavia tante persone rimandano senza nemmeno chiedere l’effettivo prezzo di un colloquio allo psicologo alla quale vorrebbero affidarsi.
Inoltre è possibile vagliare la frequenza degli incontri anche in base alle possibilità economiche (ogni settimana/ogni quindici giorni).

La frequenza degli incontri è perlopiù una scelta che viene vagliata al primo colloquio, di norma parliamo di un incontro alla settimana, tuttavia in casi in cui i sintomi siano molto acuti (attacchi di panico frequenti o ansia incontrollabile), si può anche scegliere per qualche settimana di effettuare due incontri a settimana.
Nella scelta viene vagliata anche la possibilità economica delle persona, pertanto gli incontri possono avvenire anche una volta ogni due settimane, ovviamente in questo caso la tempistica di cambiamento o di remissione dei sintomi si prolunga.

Generalmente l’avvio di un percorso è preceduto da una sorta di contratto nel quale paziente e psicologo concordano gli obiettivi.
Per tutta la durata del percorso paziente e psicologo monitorano i risultati raggiunti e rivalutano congiuntamente, se necessario, gli obiettivi inizialmente concordati.
Poiché dunque è un lavoro co-costruito, sia lo psicologo sia la persona in questione sentiranno i cambiamenti giorno dopo giorno.

Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Tale aspetto viene garantito dall’Art. 11 del Codice Deontologico degli Psicologi e seguenti. Nelle collaborazioni con altri colleghi, tenuti al segreto professionale, può condividere solo le informazioni strettamente necessarie in relazione alla collaborazione.
Può astenersi dal rendere testimonianza a meno che non abbia il consenso del suo paziente e valuti che l’uso del consenso garantisca la tutela psicologica del soggetto stesso.
Lo psicologo può derogare all’obbligo di riservatezza solo nel caso in cui ravvisi che si prospettino dei gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del paziente o di terzi. In questi casi e nei casi di obbligo di denuncia o di referto, lo psicologo riferisce lo stretto necessario ai fini della tutela del soggetto.

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